Guida completa
La direttiva UE sulla trasparenza retributiva
Una guida in linguaggio semplice alla direttiva (UE) 2023/970 — cosa richiede, chi copre, quando si rendiconta e come diventa legge nel tuo paese.
La direttiva UE sulla trasparenza retributiva (direttiva (UE) 2023/970) è la legge dell'Unione europea per chiudere il divario retributivo di genere attraverso la trasparenza. Dà ai lavoratori il diritto alle informazioni retributive, impone ai datori di lavoro di comunicare il proprio divario retributivo di genere e obbliga ad agire dove compaiono divari non spiegati. È stata adottata nel 2023 e deve essere tradotta in legge nazionale da ogni Stato membro.
Poiché è una direttiva, non la rispetti mai direttamente — rispetti la legge di recepimento del tuo paese, che può fissare regole più severe, date anticipate o soglie più basse. Questa guida spiega gli obblighi comuni che la direttiva stabilisce, poi ti indirizza alla tua posizione nazionale.
- Base giuridica: direttiva (UE) 2023/970, adottata il 10 maggio 2023.
- Gli Stati membri dovevano recepirla nel diritto nazionale entro il 7 giugno 2026.
- La rendicontazione entra in vigore per fasi: prima i datori di lavoro con 250+ dipendenti, poi 150+, poi 100+.
- Un divario retributivo di genere non giustificato del 5% o più che non viene chiuso può attivare una valutazione congiunta delle retribuzioni.
Cosa copre la direttiva
Cosa richiede la direttiva
La direttiva agisce lungo l'intero ciclo di vita del rapporto di lavoro: trasparenza retributiva prima e durante l'impiego, un modo oggettivo di confrontare i lavori, rendicontazione periodica del divario e il dovere di agire sui divari che non si possono spiegare. Le sezioni qui sotto coprono ciascun obbligo e rimandano a una guida dettagliata.
Determinare il lavoro di pari valore
La parità di retribuzione si applica non solo a ruoli identici ma a lavori diversi di pari valore. I datori di lavoro devono saper confrontare i ruoli con criteri oggettivi e neutri rispetto al genere — competenze, impegno, responsabilità e condizioni di lavoro.
Lavoro di pari valore →Il report obbligatorio sul divario retributivo
I datori di lavoro nell'ambito devono comunicare il proprio divario retributivo di genere — complessivo e ripartito per categorie di lavoratori che svolgono pari lavoro — a un'autorità nazionale con una cadenza stabilita. Il primo report scade prima per i datori più grandi.
Il report obbligatorio sul divario retributivo →La valutazione congiunta delle retribuzioni
Quando la rendicontazione mostra un divario medio di almeno il 5% in una categoria di pari lavoro, non giustificato su basi oggettive né chiuso entro sei mesi, il datore di lavoro deve condurre una valutazione congiunta delle retribuzioni con i rappresentanti dei lavoratori.
La valutazione congiunta delle retribuzioni →Il diritto dei lavoratori alle informazioni retributive
I dipendenti possono chiedere la retribuzione media dei lavoratori che svolgono lo stesso lavoro o un lavoro di pari valore, ripartita per sesso. I datori di lavoro devono informare il personale di questo diritto, e le clausole di riservatezza retributiva che lo bloccano sono vietate.
Il diritto dei lavoratori alle informazioni retributive →La trasparenza retributiva nella selezione
Ai candidati va comunicata la retribuzione iniziale o una fascia prima del colloquio, i datori di lavoro non possono chiedere la storia retributiva, e annunci e qualifiche devono essere neutri rispetto al genere.
La trasparenza retributiva nella selezione →Chi è coperto, ed entro quando
Gli obblighi entrano in vigore gradualmente per organico, partendo dai datori di lavoro con 250 o più dipendenti ed estendendosi a 150+ e poi 100+ nel corso degli anni. La tua vera scadenza è fissata dalla tua legge nazionale.
Chi è coperto, ed entro quando →Sanzioni e applicazione
La direttiva sposta l'onere della prova sul datore di lavoro nelle controversie sulla parità retributiva, garantisce il risarcimento pieno ai lavoratori sottopagati e impone agli Stati membri sanzioni effettive e dissuasive, incluse quelle pecuniarie.
Sanzioni e applicazione →Come diventa legge nel tuo paese
Ogni Stato membro recepisce la direttiva nel proprio ordinamento, quindi soglie, date di rendicontazione e applicazione differiscono. Cerca qualsiasi paese UE per vedere lo stato del recepimento, l'autorità competente e i link alla legge nazionale.
Cerca il tuo paese →Come prepararsi
Una sequenza pratica: ottieni dati retributivi e del personale puliti e completi, adotta un quadro oggettivo di pari valore, misura il tuo divario e chiudi ciò che non puoi giustificare prima della scadenza del primo report.
Come prepararsi →Domande frequenti
Che cos'è la direttiva UE sulla trasparenza retributiva?
È la direttiva (UE) 2023/970, una legge UE adottata nel 2023 che affronta il divario retributivo di genere attraverso la trasparenza — dando ai lavoratori il diritto alle informazioni retributive, imponendo ai datori di lavoro di comunicare il proprio divario e obbligando ad azioni congiunte dove persistono divari non spiegati. Gli Stati membri dovevano tradurla in legge nazionale entro il 7 giugno 2026.
A chi si applica?
In definitiva a tutti i datori di lavoro, ma il dovere di rendicontazione entra in vigore per fasi in base alla dimensione: prima i datori con 250 o più dipendenti, poi quelli con 150+ e poi 100+. I datori più piccoli hanno obblighi di rendicontazione più leggeri o posticipati, ma le regole su trasparenza e parità retributiva si applicano comunque. L'ambito esatto è fissato dalla legge di recepimento di ciascun paese.
Quando devono rendicontare i datori di lavoro?
Il termine di recepimento della direttiva era il 7 giugno 2026, con i datori più grandi (250+) a rendicontare per primi. La data precisa del primo report dipende dalla tua legge nazionale, che può essere anticipata o posticipata rispetto alla base UE.
Cosa succede se c'è un divario retributivo?
Un divario retributivo di genere di per sé non è una violazione. Ma un divario medio del 5% o più in una categoria di pari lavoro che il datore di lavoro non può giustificare su basi oggettive e neutre rispetto al genere, e non chiude entro sei mesi, attiva una valutazione congiunta delle retribuzioni con i rappresentanti dei lavoratori.
I termini chiave, definiti
Lavoro di pari valore, valutazione congiunta delle retribuzioni, categorie di lavoratori e altro — il vocabolario della direttiva in linguaggio semplice.
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